L'elisir dei Campi Flegrei

Ogni territorio ha il suo prodotto simbolo, e il mandarino è quello dei Campi Flegrei. Eppure si tratta di un frutto sbarcato in Italia appena due secoli fa.

Ph. Carolina Fragapane - Trentaremi

Ph. Carolina Fragapane - Trentaremi

Originario della Cina meridionale, venne piantato per la prima volta nel 1810 all'Orto Botanico di Palermo. Ebbe successo e così sei anni dopo gli vennero aperti i cancelli del Real Orto Botanico di Napoli. Nel 1818 fece il suo ingresso ufficiale nella corte borbonica, che lo inserì nell’Orto delle Delizie del Real Parco di Capodimonte, dove venivano coltivati i prodotti che allietavano la tavola di re Ferdinando. A distanza di 200 anni, i mandarini continuano a crescere nel Giardino Torre all’interno del bosco.

Sebbene in Campania sia il limone il re indiscusso, il mandarino ha trovato il suo habitat ideale nei Campi Flegrei, dove i terreni vulcanici conferiscono ai prodotti caratteristiche organolettiche peculiari. Questo agrume di forma sferica leggermente schiacciata ai due poli presenta però numerosi semi, a causa dei quali nel corso degli anni gli si è preferita una versione ibrida: la clementina.

Ph. Carolina Fragapane - Trentaremi

Ph. Carolina Fragapane - Trentaremi

Ahinoi, sono finiti i tempi delle colorate sfilate sui banchetti regali. Ma non quelli per un raffinato cin cin tutt’altro che scontato. Più dolce e meno pungente del celebre limoncello, il liquore di mandarino è una deliziosa chicca ancora poco conosciuta dai creatori di superalcolici home made. I cittadini flegrei, invece, realizzano un eccellente distillato con i gioielli del proprio frutteto che spesso si scambiano in occasione delle festività.

Il procedimento è semplice: la bucce (private della parte bianca amara!) si fanno macerare nell’alcool per due o tre giorni. Dopodiché si separa l’alcool e si mette l’acqua sulle bucce per altrettanti giorni. Quindi, si tolgono le bucce e si prepara lo sciroppo portando ad ebollizione l’acqua con lo zucchero; lo sciroppo raffreddato lentamente si aggiunge all’infuso. Infine, si filtra il liquore e si pone in bottiglie ermeticamente chiuse al buio.

Ph. Carolina Fragapane - Trentaremi

Ph. Carolina Fragapane - Trentaremi

Il risultato è un drink fresco, come i tipici liquori agli agrumi e molto profumato. Alla vista si presenta limpido, con una colorazione giallo-arancio. Quando si degusta, le essenze delicate sfumano copiosamente dal bicchierino così come un cratere flegreo sprigiona i vapori sulfurei.

Può essere un simpatico chupito da sorseggiare ghiacciato in compagnia di amici o un gradevole digestivo da accompagnare a una crostata alla frutta. Ma anche un ingrediente essenziale per aromatizzare creme, dolci al cucchiaio o da usare come bagna alcolica per il pandispagna. E c'è anche chi ne utilizza qualche goccia per “correggere” la macedonia. Insomma, una voluttà che unisce in un solo sorso l'anima dell'Oriente con i piaceri flegrei.

Mario Vella - Gusto

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