La porta della città

In origine era Maleventum. In seguito alle guerre sannitiche fu conquistata dai Romani e divenne ufficialmente una provincia dell’Impero, snodo cruciale di traffici e commercio. Così quel nome, considerato malaugurante, fu cambiato in Beneventum.

Ph. Anna Monaco - Trentaremi

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Oggi la chiamiamo Benevento, la città campana che fu crocevia di popoli e tradizioni: Longobardi, Sanniti, Romani, persino i Papi. Benevento è una città di storia. Chiunque arrivi qui è accolto da uno splendido arco monumentale risalente al secondo secolo d.C.: l’Arco di Traiano. Simbolo della città, l’Arco rappresenta uno dei reperti di origine romana meglio conservati in Italia, sia per aver resistito all’usura del tempo e alle vicissitudini della storia, sia per volontà degli uomini che lo hanno restaurato nel corso del tempo.

Quando nacque l’Arco di Traiano? Facciamo un salto nel passato e torniamo a quel secondo secolo d.C. quando l’Imperatore Traiano, l’Optimus Princeps distintosi per le sue qualità di generale e di amministratore, decise che da Benevento sarebbe partita una nuova via alternativa all’Appia Antica, la regina delle strade. Pietra dopo pietra, dopo due anni di lavoro nel 110 d.C nacque la via Traiana, chiamata così in onore al suo fondatore, la quale doveva arrivare a Brindisi. Ma una strada ha sempre una porta, immaginaria o reale che sia. Quella della via Traiana fu fatta costruire, sempre dall’Optimus, tra il 114 e il 117 d.C.

Ph. Anna Monaco - Trentaremi

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Costituita da grossi blocchi di calcare rivestiti da marmo per un’altezza di poco più di quindici metri e un fornice di otto metri, a quella porta fu data la forma di un Arco e battezzata come Arco di Traiano. Nella parte alta del monumento, sul marmo, è incisa una epigrafe che recita:

Imp[eratori] Caesari divi Nervae filio Nervae Traiano optimo Aug[usto] Germanico Dacico Pontif[ici] Max[imo] trib[unicia] potest[ate] XVIII impe[eratori] VII co[n]s[uli] VI P[atri] P[atriae] Fortissmo Principi Senatus P[opulus]q[ue] R[omanus]

“All’Imperatore Cesare, figlio del divo Nerva, Nerva Traiano Ottimo Augusto Germanico Dacico, Pontefice Massimo, investito della potestà tribunizia diciotto volte, scelto imperatore sette volte e console sei, Padre della Patria, Fortissimo Principe, il Senato e il Popolo romano (posero)”

L’Arco infatti era la porta della via Traiana ma fu dedicato all’Imperatore Marco Ulpio Traiano. Su ogni lato sono raffigurate scene diverse con differente valore simbolico. La parte interna, rivolta a Benevento e ai suoi cittadini, rappresenta la pace e la ricchezza. Quella esterna, che guarda alle campagne, racconta le imprese vincenti di Traiano nelle province. Le parti interne del fornice invece descrivono le attività dell’imperatore nella città di Benevento: sulla sinistra, l’inizio dell’importantissima via Traiana, sulla destra, invece, l’istituzione degli alimenta, un provvedimento in virtù del quale Traiano donava parte dei propri fondi personali ai bambini poveri. Infine sui cassettoni sulla volta dell’Arco, è raffigurata una Vittoria che incorona l’Imperatore.

Ph. Anna Monaco - Trentaremi

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In epoca Longobarda l’Arco divenne la Porta Aurea, a protezione del centro storico di Benevento, e assunse il valore simbolico di porta della città. Sopravvissuto ai terremoti e al tempo, l’Arco divenne un monumento in occasione della visita in città di Pio IX e poi, nel coro del tempo, ha subito diversi lavori di restauro fino all’ultimo, quello del 2002, che ha ridato luce al marmo che lo riveste.

Ludovica Baratta - Cultura

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