Sulle onde di San Nicolò

Sulle onde di San Nicolò

Tre chilometri di spiaggia color oro. Siamo a Buggerru, paesino che si specchia nelle acque della Sardegna Sud-Occidentale. Questa ampia striscia di sabbia luccicante, circondata da ginepri e lentischi, si chiama San Nicolò. 

E congiunge il piccolo porticciolo di Buggerru con il lungomare di Portixeddu. Più distante, a chiudere l’abbraccio del golfo, Capo Pecora da un lato e Cala Domestica dall’altro. Un paradiso di acque smeraldo in cui si specchia il cielo terso dell’isola.

San Nicolò deve il suo nome a un piccolo corso d’acqua che, dal verde lussureggiante della vegetazione, si snoda sinuoso verso la battigia. Protetto dal vento di scirocco durante i giorni di “bonaccia”, il litorale di San Nicolò diventa meta prediletta dai surfisti quando soffia il Maestrale. Non è un caso se qui si danno appuntamento, anche in bassa stagione, surfisti provenienti da tutto il mondo. Le onde del mare solcano acque che, pur increspandosi, rimangono incredibilmente limpide.

Il fondale, basso e sabbioso, rende questo luogo ideale anche per chi vuole rilassarsi al caldo del sole estivo. Non è raro trovare, oltre ai surfisti, schiere di camperisti che si godono la “golden hour” del tramonto, quando il sole sembra sprofondare nel mare donando colori unici: dal rosa, all’arancio, al violetto tenue. Panorami che sembrano usciti dalla tavolozza di un pittore impressionista: l’attimo in cui lo sguardo si riempie di tutta la bellezza di cui la Natura è capace.

Il rumore della risacca; il tepore della spiaggia dorata; il canto degli uccelli che nidificano tra i pini domestici; la cornice di dune sabbiose che racchiude uno dei capolavori della Costa Verde. San Nicolò è davvero il luogo ideale per chi cerca un contatto intimo e personale con gli angoli più belli e selvaggi della Sardegna. 

Dimentichiamoci, per un attimo, del caos quotidiano, della vita mondana ostentata a tutti i costi, della frenesia da routine e dell’ansia da smartphone: qui esiste solo il tempo sospeso. L’attimo in cui tutto si ferma, il vento accarezza la pelle intrisa di salsedine e il respiro si adagia sui ritmi naturali.

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